Regole e capricci, i NO che fanno crescere




Urla, strepiti, mani che sbattono sul pavimento (magari in pubblico!), in una parola: capricci. 
Qualsiasi genitore che si occupi dei propri figli sa che sentire il bambino che piange e scalpita perché desidera un giocattolo nuovo, o vuole tenere il punto in una data occasione, può essere all'ordine del giorno. Sono situazioni che smuovono i sentimenti dei genitori e mettono a dura prova la loro pazienza. Sono anche momenti nei quali i bambini per primi non se la godono affatto. 
Insomma, si potrebbe pensare che si tratti di minuti che sarebbe di dinamiche familiari estremamente importanti in ogni buon percorso di crescita!

Perché i bambini fanno i capricci? Li fanno per mettere alla prova i propri genitori, la loro resistenza, la loro capacità di dargli del confini, dei limiti. Questi limiti serviranno a formare il loro carattere, a far capire loro la differenza tra bene e male, tra quello che si può fare e quello che non si può fare, dando le indicazioni di base per entrare nella società sentendosi adeguati e sicuri di se. 
 Questi limiti si traducono in regole, che sono necessarie per far crescere un bambino sereno e che si senta contenuto. Le stesse regole servono ai genitori per sentirsi in grado di gestire i propri figli, sentire che si sta ricoprendo il proprio ruolo nel modo giusto e adeguato, regalando a tutti quindi la serenità necessaria per affrontare adeguatamente il futuro.

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